-L'AMMIRAGLIO-
Non c'entra la battaglia di Trafalgar, né tantomeno la cronaca di questi giorni che ha riportato alla ribalta capitani, tenenti, vascelli, fregate e fregature.
Di questo ammiraglio non c'è traccia né nei libri di storia né nei quotidiani perché è frutto dell'estro del creatore di una delle serie televisive più belle che io abbia visto da molto tempo a questa parte. Sto parlando dell'ammiraglio del Galactica, l'ammiraglio William Adama.
Eh, che pensavate? Qui si parla di questo: personaggi inventati o inventori di personaggi. Inventori di fantasie, melodie e di qualsiasi cosa una mente interessante riesca a produrre. Ok, anche di cavolate a volte. Forse più di una volta, è vero. Tutto il resto però lo lascio a chi se ne intende e ha voglia di prendersi sul serio. Io passo. Passo e chiudo.
Battlestar Galactica, questo è il nome della serie, se si amano le serie tv, la fantascienza e il drama, quello fatto bene, è imperdibile. Mi riferisco in realtà al più famoso dei vari remake ed anche il più recente: quello andato in onda dal 2004 al 2009 e creato da Ronald D. Moore che già aveva lavorato come sceneggiatore a varie serie di Star Trek ( The next generation, Deep Space Nine e Voyager). Seppure tratta alcuni dei temi classici della fantascienza, la macchina che si ribella al suo creatore e che al tempo stesso gli vuole assomigliare, l'originalità e la forza di questa serie sta tutta nei personaggi. Questo ha permesso a gente come me, che mastica poco il fantascientifico, di avvicinarsi a questa serie e rimanerne attratto. La quantità e la qualità dei temi trattati può avvicinare qualsiasi tipo di pubblico e probabilmente questo è stato il segreto del suo successo: religione, mitologia, rapporto tra potere politico e militare, pregiudizio razziale, sono solo alcuni esempi. Abbondano poi le citazioni e le simbologie, il tema dell'esodo su tutti. Ma non sono mai scontati. Non c'è buonismo, al massimo qualche strizzatina d'occhio.
Dicevo che il punto di forza sono i personaggi. Questi non solo sono ben caratterizzati ma sono anche ottimamente recitati.
E l'ammiraglio appunto, che all'inizio della serie è semplicemente un comandante che si appresta ad andare in pensione, è uno dei migliori. Il mio preferito in assoluto. Di lui ci viene mostrato, come accade per quasi tutti i personaggi, il meglio e il peggio. Quello che più di tutti deve prendere delle decisioni importanti, decisioni che spesso possono compromettere la sopravvivenza del gruppo, decisioni che possono essere sbagliate. Ma Adama quando sbaglia sa anche tornare sui suoi passi e chiedere scusa, mettendo da parte le etichette militari in favore di scelte più umane ma mai la sua autorevolezza. Adama deve moltissimo a Edward James Olmos, il tenente Castillo di Miami Vice o, se preferite, Gaff di Blade Runner. Olmos è un attore molto carismatico ed è riuscito a strappare una lacrima anche a una non-telepiagnona come me. Non dirò perché e non metterò nessuna sinossi, trama o riassunto di Battlestar. Non perchè mi pesano le mani, basterebbe un copia e incolla e una punta di nonchalance, semplicemente perchè va vista. Ti ho dato, ipotetico passante, tutti gli strumenti che avevo io prima di iniziare a guardarla, quelle poche cose che hanno stimolato la mia curiosità e qualche spinta in più.
Si, ci sono battaglie spaziali.
Si, è pieno di gnocca.
Pace & So say we all
Segue...
Stay tuned
Informazioni personali
- Una mente nostalgica che butta sempre un occhio al passato e l'altro pure! Affetta da Anglofilia acuta, divoro compulsivamente serie tv, musica anni '90 e la mia wishlist libresca copre esattamente la distanza da Thornfield Hall a Magrathea.
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12 gen 2013
7 mar 2012
Serie tv e nippocazzeggio : metodi alternativi per dormire sereni #1
Si, ho latitato. Ho praticamente saltato a piè pari post natalizio, quello dei buoni propositi per il nuovo anno, quello puccioso di San Valentino e quello pulcioso di Sanremo...ed eccomi qua di nuovo. Fresca come una rosa? No, incazzata come una iena piuttosto visto che per Natale sotto l'albero ho trovato un bel regalo inatteso: la disoccupazione.
Vabbè, inutile farne un dramma...tanto sono in buona compagnia, purtroppo.
Quindi tra una ricerca infruttuosa e una stampa di CV, tra imprecazioni e crisi di nervi e la constatazione che se avessi studiato da saldocarpentiere a quest'ora probabilmente starei già lavorando, ho ri-trovato la cura per scacciare i brutti pensieri e distrarmi un pò. Insomma meglio andare a letto con l'immagine vivida di uno zombie che sbrana il malcapitato di turno che non ritrovarsi a rimuginare sull'ennesimo annuncio a cui nessuno ti ha risposto: la prima immagine è di sicuro più confortante. Ma, come da titolo, cerco di andare per ordine. Inizio parlando di quelle serie tv che ultimamente hanno catturato la mia attenzione e che mi sento più o meno di consigliare a chi come me ama distrarsi in questo modo per non nuocere a se stessi e al mondo circostante.
The walking dead
Piccola premessa: Tutti noi abbiamo seguito almeno una serie televisiva. Ci siamo affezionati ai personaggi e abbiamo condiviso con loro gioie e dolori, ci siamo immedesimati in questo o quell'altro personaggio.
Chi come me poi è figlio degli anni '80...arrivederci! Ne abbiamo da raccontare...
Poi siamo cresciuti, è arrivato J.J Abrams e abbiamo imparato a bestemmiare!
Eh si, lo ammetto: anch'io faccio parte della folta schiera degli orfani di Lost.
Quelli che alla fine della 6x16 hanno imparato a lanciare anatemi anche in coreano stretto e che, giurin giurello, "nonguarderomaipiùcascasseilmondo una che sia una serie tv...neanche i Simpsons".
Ma quando uno nasce "malato seriale" queste affermazioni valgono quanto una promessa da marinaio (ecco mi viene in mente or ora che grazie alla mia latitanza mi sono anche salvata da un eventuale post su Schettino & friends...deo gratias!),così ben presto ho dovuto riempire il vuoto lasciato da Jack e compagni.
Diciamocelo, di serie come Lost non ne vedremo più per anni,se mai ne rivedremo, a prescindere dalle delusioni che uno può aver avuto. Però, nel frattempo, si può, in qualche modo riempire quel "vuoto".
Tra i vari tentativi uno è andato più o meno così : girovagando su internet alla ricerca di un buon film che trattasse di zombie, che assieme a scenari post-apocalittici, viaggi nel tempo, universi paralleli e vampiri costituiscono i miei principali interessi televisivi, di lettura e via dicendo, mi imbatto in un fumetto : "The walking dead"...wow!
Cerco un film e mi ritrovo a leggere un fumetto: emozioni che avevo dimenticato.
Mentre divoro un volume dopo l'altro, e qui il verbo ci sta a pennello, pare che ne faranno una serie tv...doppio wow! E così fu. Insomma, senza che allungo il brodo, sto alla 2x11 della serie.
E' chiaro che adattare un fumetto allo schermo non è un'impresa facile, soprattutto se bisogna poi trasporre delle scene particolarmente violente e un linguaggio non proprio oxfordiano. Se poi ci metti il fatto che la serie è un prodotto americano sarà ancora più difficile vedere teste mozzate a tutto spiano, atti sessuali espliciti e imprecazioni da scaricatore di porto...quello solo gli inglesi possono permetterselo! Ma questo è un altro discorso che affronterò più avanti se riesco a non perdere il filo del discorso .
Dovessi fare un elogio della serie di sicuro partirei dal fatto che morti-viventi di tale fattura in giro non se ne vedevano da un pò.
Intendo veri crawlers, lurkers o come diavolo li volete chiamare,insomma zombies puri, quelli che piacciono a me : lenti, schifosi, lamentosi, affamati, punto. Nè esseri superveloci, nè strani incroci con vampiri o razze aliene, nè tantomeno innamorati...(pare che nel frattempo abbiano partorito anche questa "strana" concezione di non-morto, che poi tanto strana non è se si pensa al "bisinisss d' o vampir 'nnammurat" alias Edward ). Complimenti vivissimi poi a chi si occupa del trucco: un lavoro, secondo me, riuscitissimo. Di questi esseri ben truccati se ne vedono pochi a dire la verità, non tanto nella prima serie, dove la vostra "fame" dell'orrido sarà ben appagata, ma in questa seconda che è un pò più incentrata sui rapporti umani o disumani a seconda. D'altronde l'idea del fumetto, nonostante le critiche mosse agli autori della serie tv, è proprio questa: in uno scenario apocalittico come si comporterebbe l'uomo nei confronti dei suoi simili, sopravvissuti come lui? Chi è la vera minaccia? Al centro degli eventi c'è quindi l'uomo. Lo zombie funge spesso da personaggio secondario diciamo, un mezzo per far emergere quei temi su cui, credo, l'autore voglia farci riflettere. E' questo il punto da tenere a mente se non si vuole rimanere delusi da questa serie o dal fumetto stesso. Se vi piace il genere uno sguardo alla serie io ce lo darei, ecco. Se vi piace il genere il fumetto non potete perdervelo!
Misfits
Avete presente "Heroes", altra serie che ha forgiato nuove leve di bestemmiatori professionisti?
Ecco, scordatevela! Questi supereroi non riescono a salvare neanche se stessi, figuriamoci il mondo! Però che ridere! Questa è una serie prodotta dagli inglesi per cui qui valgono tutte le regole che non valevano sopra.
Protagonisti sono cinque ragazzi che per scontare vari crimini, più o meno gravi, fanno servizio sociale.
Qui si beve, si bestemmia e si tromba. D'altronde gli adolescenti inglesi, e non solo direi, questo fanno e perchè questi supereroi dovrebbero essere diversi visto che 'sti poteri neanche li volevano? A seguito di una tempesta tutti loro se ne aggiudicano uno. Si va dalla telepatia alla manipolazione del tempo, poteri di tutto rispetto, fino alla ben più strana capacità di...far passare i latticini dallo stato liquido allo stato solido! Ma che potere è?? Beh, detto così fa ridere ma di sicuro c'è che può avere degli effetti devastanti! Lungi da noi il pensiero che ci venga data una spiegazione scientifica dell'evento che ha scatenato tali poteri...manco pé niente! Vedremo piuttosto i nostri ragazzacci usare, più o meno male, le loro capacità acquisite e combinarne di tutti i colori. Non saprei davvero come catalogare questa serie. Di sicuro l'elemento sovrannaturale non è marginale, ma neanche così centrale, drammatico lo è ma ti fai anche un sacco di risate, soprattutto se si ha la buona volonta di guardarlo in lingua originale, magari coi sottotitoli, perchè l'essenza di questa serie, secondo me, sta proprio "nell'inglesità" dei personaggi . Non gli inglesi a cui siamo abituati noi bensì quelli che popolano i sobborghi, che hanno a che fare con problemi seri quali la droga, la criminalità, la mancanza di un lavoro o addirittura di una casa e, nonostante tutto, trovano comunque il modo di divertirsi, sò ragazzi alla fine...
In questo contesto si ambientano le vicende dei Misfits, i reietti coi superpoteri.
Al momento in Italia stanno trasmettendo la terza serie. In programma ce n'è una quarta...io non vedo l'ora.
Consigliatissima.
Alcatraz
Questa è proprio la prova che il "malato seriale" va curato.
"Oh,hai sentito? Pare che Ggei Ggei Abbrams ha sfornato un'altra serie??";
"Seeeee, non ci penso proprio a seguirla!! Neanche lo voglio sentire nominare guarda! "
" Dice che pure qua ci saranno strane cose...viaggi nel tempo pare...cose così..."
"HiHi, figurati! Devo ancora capire come facevano ad arrivare i viveri sull'isola...tsk tsk!"
" Eh ma pare che c'è pure il tipo di Jurassic Park..."
"Ma chi? Il professore?"
" Si si! E pure..."
" E pure chi?"
" JORGE GARCIA!!"
".........Ok lo guardo".
Ecco come va a finire. Ecco perchè chiedo all'organizzazione mondiale della sanità di prenderci in considerazione. Siamo malati è inutile negarlo. E pure recidivi. E io lo fui. Non è che questa serie mi stia facendo impazzire, sia chiaro...però vuoi mettere Jorge Garcia versione Hurley 2.0 che gestisce un negozio di fumetti e ne sa una più del diavolo riguardo alla prigione di Alcatraz, luogo da dove partono tutti gli interrogativi della serie? Diciamo una versione nerd del sopravvissuto all'Oceanic 815? Impagabile!
Si tratta di episodi autoconclusivi e, per il momento, la trama orizzontale viaggia alla velocità di un bradipo addormentato...tipico di Ggei Ggei. Però se la si prende a cuor leggero è tranquillamente seguibile. Insomma io non mi aspetto niente. Mi godo Jorge e buonanotte. Già buonanotte! Mi addormenterò pensando che almeno il Dr. Soto, alias Jorge Garcia, un posticino nel suo negozio di fumetti non me l'avrebbe di certo negato...viste le referenze!
Pace & occupazione
Stay tuned
Vabbè, inutile farne un dramma...tanto sono in buona compagnia, purtroppo.
Quindi tra una ricerca infruttuosa e una stampa di CV, tra imprecazioni e crisi di nervi e la constatazione che se avessi studiato da saldocarpentiere a quest'ora probabilmente starei già lavorando, ho ri-trovato la cura per scacciare i brutti pensieri e distrarmi un pò. Insomma meglio andare a letto con l'immagine vivida di uno zombie che sbrana il malcapitato di turno che non ritrovarsi a rimuginare sull'ennesimo annuncio a cui nessuno ti ha risposto: la prima immagine è di sicuro più confortante. Ma, come da titolo, cerco di andare per ordine. Inizio parlando di quelle serie tv che ultimamente hanno catturato la mia attenzione e che mi sento più o meno di consigliare a chi come me ama distrarsi in questo modo per non nuocere a se stessi e al mondo circostante.
The walking dead
Piccola premessa: Tutti noi abbiamo seguito almeno una serie televisiva. Ci siamo affezionati ai personaggi e abbiamo condiviso con loro gioie e dolori, ci siamo immedesimati in questo o quell'altro personaggio.
Chi come me poi è figlio degli anni '80...arrivederci! Ne abbiamo da raccontare...
Poi siamo cresciuti, è arrivato J.J Abrams e abbiamo imparato a bestemmiare!
Eh si, lo ammetto: anch'io faccio parte della folta schiera degli orfani di Lost.
Quelli che alla fine della 6x16 hanno imparato a lanciare anatemi anche in coreano stretto e che, giurin giurello, "nonguarderomaipiùcascasseilmondo una che sia una serie tv...neanche i Simpsons".
Ma quando uno nasce "malato seriale" queste affermazioni valgono quanto una promessa da marinaio (ecco mi viene in mente or ora che grazie alla mia latitanza mi sono anche salvata da un eventuale post su Schettino & friends...deo gratias!),così ben presto ho dovuto riempire il vuoto lasciato da Jack e compagni.
Diciamocelo, di serie come Lost non ne vedremo più per anni,se mai ne rivedremo, a prescindere dalle delusioni che uno può aver avuto. Però, nel frattempo, si può, in qualche modo riempire quel "vuoto".
Tra i vari tentativi uno è andato più o meno così : girovagando su internet alla ricerca di un buon film che trattasse di zombie, che assieme a scenari post-apocalittici, viaggi nel tempo, universi paralleli e vampiri costituiscono i miei principali interessi televisivi, di lettura e via dicendo, mi imbatto in un fumetto : "The walking dead"...wow!
Cerco un film e mi ritrovo a leggere un fumetto: emozioni che avevo dimenticato.
Mentre divoro un volume dopo l'altro, e qui il verbo ci sta a pennello, pare che ne faranno una serie tv...doppio wow! E così fu. Insomma, senza che allungo il brodo, sto alla 2x11 della serie.
E' chiaro che adattare un fumetto allo schermo non è un'impresa facile, soprattutto se bisogna poi trasporre delle scene particolarmente violente e un linguaggio non proprio oxfordiano. Se poi ci metti il fatto che la serie è un prodotto americano sarà ancora più difficile vedere teste mozzate a tutto spiano, atti sessuali espliciti e imprecazioni da scaricatore di porto...quello solo gli inglesi possono permetterselo! Ma questo è un altro discorso che affronterò più avanti se riesco a non perdere il filo del discorso .
Dovessi fare un elogio della serie di sicuro partirei dal fatto che morti-viventi di tale fattura in giro non se ne vedevano da un pò.
Intendo veri crawlers, lurkers o come diavolo li volete chiamare,insomma zombies puri, quelli che piacciono a me : lenti, schifosi, lamentosi, affamati, punto. Nè esseri superveloci, nè strani incroci con vampiri o razze aliene, nè tantomeno innamorati...(pare che nel frattempo abbiano partorito anche questa "strana" concezione di non-morto, che poi tanto strana non è se si pensa al "bisinisss d' o vampir 'nnammurat" alias Edward ). Complimenti vivissimi poi a chi si occupa del trucco: un lavoro, secondo me, riuscitissimo. Di questi esseri ben truccati se ne vedono pochi a dire la verità, non tanto nella prima serie, dove la vostra "fame" dell'orrido sarà ben appagata, ma in questa seconda che è un pò più incentrata sui rapporti umani o disumani a seconda. D'altronde l'idea del fumetto, nonostante le critiche mosse agli autori della serie tv, è proprio questa: in uno scenario apocalittico come si comporterebbe l'uomo nei confronti dei suoi simili, sopravvissuti come lui? Chi è la vera minaccia? Al centro degli eventi c'è quindi l'uomo. Lo zombie funge spesso da personaggio secondario diciamo, un mezzo per far emergere quei temi su cui, credo, l'autore voglia farci riflettere. E' questo il punto da tenere a mente se non si vuole rimanere delusi da questa serie o dal fumetto stesso. Se vi piace il genere uno sguardo alla serie io ce lo darei, ecco. Se vi piace il genere il fumetto non potete perdervelo!
Misfits
Avete presente "Heroes", altra serie che ha forgiato nuove leve di bestemmiatori professionisti?
Ecco, scordatevela! Questi supereroi non riescono a salvare neanche se stessi, figuriamoci il mondo! Però che ridere! Questa è una serie prodotta dagli inglesi per cui qui valgono tutte le regole che non valevano sopra.
Protagonisti sono cinque ragazzi che per scontare vari crimini, più o meno gravi, fanno servizio sociale.
Qui si beve, si bestemmia e si tromba. D'altronde gli adolescenti inglesi, e non solo direi, questo fanno e perchè questi supereroi dovrebbero essere diversi visto che 'sti poteri neanche li volevano? A seguito di una tempesta tutti loro se ne aggiudicano uno. Si va dalla telepatia alla manipolazione del tempo, poteri di tutto rispetto, fino alla ben più strana capacità di...far passare i latticini dallo stato liquido allo stato solido! Ma che potere è?? Beh, detto così fa ridere ma di sicuro c'è che può avere degli effetti devastanti! Lungi da noi il pensiero che ci venga data una spiegazione scientifica dell'evento che ha scatenato tali poteri...manco pé niente! Vedremo piuttosto i nostri ragazzacci usare, più o meno male, le loro capacità acquisite e combinarne di tutti i colori. Non saprei davvero come catalogare questa serie. Di sicuro l'elemento sovrannaturale non è marginale, ma neanche così centrale, drammatico lo è ma ti fai anche un sacco di risate, soprattutto se si ha la buona volonta di guardarlo in lingua originale, magari coi sottotitoli, perchè l'essenza di questa serie, secondo me, sta proprio "nell'inglesità" dei personaggi . Non gli inglesi a cui siamo abituati noi bensì quelli che popolano i sobborghi, che hanno a che fare con problemi seri quali la droga, la criminalità, la mancanza di un lavoro o addirittura di una casa e, nonostante tutto, trovano comunque il modo di divertirsi, sò ragazzi alla fine...
In questo contesto si ambientano le vicende dei Misfits, i reietti coi superpoteri.
Al momento in Italia stanno trasmettendo la terza serie. In programma ce n'è una quarta...io non vedo l'ora.
Consigliatissima.
Alcatraz
Questa è proprio la prova che il "malato seriale" va curato.
"Oh,hai sentito? Pare che Ggei Ggei Abbrams ha sfornato un'altra serie??";
"Seeeee, non ci penso proprio a seguirla!! Neanche lo voglio sentire nominare guarda! "
" Dice che pure qua ci saranno strane cose...viaggi nel tempo pare...cose così..."
"HiHi, figurati! Devo ancora capire come facevano ad arrivare i viveri sull'isola...tsk tsk!"
" Eh ma pare che c'è pure il tipo di Jurassic Park..."
"Ma chi? Il professore?"
" Si si! E pure..."
" E pure chi?"
" JORGE GARCIA!!"
".........Ok lo guardo".
Ecco come va a finire. Ecco perchè chiedo all'organizzazione mondiale della sanità di prenderci in considerazione. Siamo malati è inutile negarlo. E pure recidivi. E io lo fui. Non è che questa serie mi stia facendo impazzire, sia chiaro...però vuoi mettere Jorge Garcia versione Hurley 2.0 che gestisce un negozio di fumetti e ne sa una più del diavolo riguardo alla prigione di Alcatraz, luogo da dove partono tutti gli interrogativi della serie? Diciamo una versione nerd del sopravvissuto all'Oceanic 815? Impagabile!
Si tratta di episodi autoconclusivi e, per il momento, la trama orizzontale viaggia alla velocità di un bradipo addormentato...tipico di Ggei Ggei. Però se la si prende a cuor leggero è tranquillamente seguibile. Insomma io non mi aspetto niente. Mi godo Jorge e buonanotte. Già buonanotte! Mi addormenterò pensando che almeno il Dr. Soto, alias Jorge Garcia, un posticino nel suo negozio di fumetti non me l'avrebbe di certo negato...viste le referenze!
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